Approfondimento: Una riflessione sulla filosofia della condivisione
Si avvicina l'inizio di una nuova era in cui l'uomo prenderà sempre più coscienza dell'importanza della cooperazione
La competitività in ogni ambito delle attività umane, i conflitti di ogni genere, l’abuso dei diritti e della dignità di tante vite umane hanno creato e stanno creando degli squilibri sociali immensi. Nonostante l’attuale contesto di globalizzazione, tali squilibri permangono, e ne sorgono ogni giorno degli altri con delle dimensioni ancora più problematiche, frutto ell’inadeguato coordinamento degli Stati. Proprio questi ultimi sono spesso orientati alla ricerca di potere, che perlopiù crea disuguaglianze, predominio di gruppi economici e finanziari che dettano l’agenda della politica, suscitando nello stesso tempo sdegno e violenza a danno del bene comune.
Secondo diversi filosofi, una nuova epoca sta però avvicinandosi. La parola chiave che la definisce è condivisione. Ciò che contraddistingue questa nuova epoca è infatti la cooperazione, la capacità di singoli, gruppi e nazioni di condividere ciò che hanno e di lavorare assieme nella risoluzione dei problemi, promuovendo un clima di pace. A garantire il futuro del pianeta non sarebbe quindi la competizione, ma la capacità di aiutarsi, di unire le proprie forze puntando al benessere di tutti, nessuno escluso. Il nuovo che avanza si caratterizza per la progressiva presa di coscienzache l’essere chiamati al dono significa ascoltare costantemente la parte migliore di noi stessi. È un uomo che vede le cose con la speranza che quel piccolo seme da lui gettato servendo il prossimo, nell’educazione dei giovani, nel soccorrere chi è più in difficoltà, nell’aiutare lo straniero a integrarsi, nel salvaguardare l’ambiente, possa crescere e mutarsi in coscienza collettiva. Impegnato nell’educare e nell’educarsi alla gioia, ha capito la fondamentale importanza della reciprocità e che dare è sempre anche ricevere.
La condivisione rappresenterebbe il fattore in grado di tirare fuori questo potenziale inespresso
L’essere umano non viene dunque considerato rapace e indomabile, creatura fatta di passioni e impulsi che spingono inesorabilmente a consumare. Generoso e capace di andare incontro ai bisogni dei suoi simili, l’uomo avrebbe piuttosto smarrito il cammino che lo conduce verso relazioni più giuste con i suoi simili, con l’ambiente che lo ospita, e verso una vita più salutare e felice. Egli avrebbe difficoltà a valutare il mondo e le relazioni sociali secondo parametri diversi da quelli imposti e favoriti dall’attuale sistema economico e dalle avide logiche che ne stanno alla base. In ogni uomo ci sarebbe un potenziale d’amore e creativo inespresso, una forza bloccata da un consolidato modo egoistico di pensare e agire che esclude ogni senso di responsabilità nei riguardi del prossimo. L’uomo vive al di sotto del suo reale potenziale e fatica nel suscitare, proteggere e promuovere la vita, la fraternità e la comunione.
Una visione troppo ottimistica? Può darsi. Ma si tratta, secondo questi stessi filosofi, di un percorso globale al quale ogni uomo sarà presto chiamato,un percorso di amore e di coraggio che non lascia vere e proprie alternative. Come a dire: se non accetteremo la cooperazione potremmo seriamente rischiare di fare tutti quanti una brutta fine. Il pianeta potrebbe non resistere alle continue tensioni cui l’umanità lo sta sottoponendo.
Tratto da "Filosofia della condivisione: il nuovo che avanza” di Mauro Rossini da “ViviConsapevole” n.°29 Aprile/Giugno 2012



















