Approfondimento: Borsa Italiana scopre la Finanza Etica

E le dedica un nuovo sito in collaborazione con il Centro di Ricerca Space della Bocconi

13 Ottobre 2009

La finanza etica nasce, come abbiamo scritto qui, in un contesto lontano da quello della finanza tradizionale. Nel corso degli ultimi anni però si sono susseguiti una serie di eventi che l'hanno portata all'attenzione anche degli operatori finanziari tradizionali: l'indebolimento delle borse dopo l'11 settembre 2001, la crisi economica dell'Argentina, i crack di grosse società come Enron negli Stati Uniti, Cirio in Italia e la recente crisi finanziaria.
Questi sconvolgimenti hanno evidenziato in modo brutale la necessità che gli operatori finanziari sostengano l'economia reale, evitando di investire a scopo puramente speculativo. Non più ritorno economico immediato quindi, ma investimenti sul capitale umano, sociale ed ambientale.

Se e come questa correzione di rotta avverrà veramente lo vedremo nel corso degli anni, per  il momento sappiamo però che in Europa i fondi etici sono 450 ed in continuo aumento. Il settore della finanza etica continua a crescere, con rendimenti uguali o migliori rispetto ai settori tradizionali su orizzonti temporali pluriennali, anche se i risultati non possono considerarsi definitivi, dato che il movimento non ha ancora superato i 10-15 anni e mancano i risultati di lungo periodo.

Intanto le aziende socialmente responsabili hanno realizzato in borsa performance del 13% superiori all'andamento della media di categoria. E sono stati sviluppati anche indici di sostenibilità come l'ECPI, elaborato da un'omonima società del gruppo Mittel. Questo indice raggruppa società attente a sviluppare pratiche di business rispettose dell'ambiente (Environment), della collettività sociale in cui sono inserite (Social) e della trasparenza e correttezza dei criteri gestionali (Governance). Il dato interessante è che le società che hanno puntato su uno sviluppo sostenibile sono in grado di realizzare performance di Borsa migliori di lungo periodo.

Come conseguenza di questo fermento la stessa Borsa Italiana ha inaugurato da qualche mese un sito web interamente dedicato alla finanza etica. Perché? Lo possiamo leggere dal loro sito.  Si ammette che le dinamiche legate a finanza etica e responsabilità sociale delle imprese interessano sempre più organizzazioni che in “seguito della recente crisi di valori seguita alla finanza creativa...stanno rapidamente adeguando i propri modelli di business per valorizzare le possibilità offerte da principi etici alla base dello sviluppo sostenibile”.
In sostanza, il fenomeno sta diventando talmente pervasivo che non si può fare a meno di esaminarlo,  con l’obiettivo di “analizzare la relazione tra finanza sostenibile e mercati borsistici” e capire “cosa è e cosa non è finanza sostenibile, finanza etica, microfinanza, investimento etico, rating etico”. Compito non da poco, visto che si tratta di concetti in continua evoluzione e molto dibattuti.

Vedremo in futuro se la virata etica della finanza tradizionale sarà effettiva e non solo di facciata e se l'approccio socialmente responsabile all'investimento si diffonderà in modo capillare.
Nel frattempo invitiamo chiunque fosse interessato a valutare personalmente i contenuti inseriti nel nuovo sito realizzato da Borsa Italiana in collaborazione con il Centro di ricerca Space dell'università Bocconi a darci un'occhiata personalmente. C'è una parte teorica, dove si discute di finanza etica,  di come funziona il rating etico e di microfinanza, e una sezione dedicata agli esempi più significativi, le case history. Poi vi sono gli eventi, segnalazioni librarie, le news e, molto interessante, un glossario della Finanza etica realizzato dall'Università commerciale Luigi Bocconi, utile strumento per districarsi in mezzo ai termini più diffusi, di cui spesso si fa fatica a trovare delle definizioni esaurienti.