Approfondimento: Euroschiavi: dalla Truffa alla Tragedia
Giunge alla 4^ Edizione la pubblicazione di Marco della Luna e Antonio Miclavez su signoraggio, debito pubblico e banche centrali
L’attuale crisi sistemica è stata causata non dalla finanza pubblica, ma da quella privata, che, con le sue speculazioni, ha creato circa 1,5 milioni di miliardi di titoli tossici. La gestione della crisi, però, viene affidata a uomini di quest’ultima, che ne fanno pagare il conto all’economia reale e ai popoli anziché alle grandi banche private di cui sono dirigenti. L’incombente disastro socio-economico nasce dalla natura della moneta che usiamo tutti i giorni: la moneta-debito che crea più debito di quanto ne possa estinguere. Il continuo crescere dell’indebitamento fa sì che cresca incessantemente la quota di reddito, privato e pubblico, che viene assorbita dalle banche per interessi passivi. Ciò ha eroso i margini di rendimento fino a costringere le imprese a cessare o fallire. Questa è la causa dell’attuale recessione. Tasse, tagli, sacrifici sono del tutto inefficaci su questo meccanismo. Una truffa nella truffa.
Il sistema bancario crea la moneta a costo zero e senza copertura, e la presta a Stati e a privati contro interesse oltre all’obbligo di rimborso.
Quindi si appropria, a spese della società, di questo valore, senza creare valore in cambio.
Ma non contabilizza questo ricavo, detto “signoraggio”, e non vi paga sopra le tasse.
Da qui il buco nero che sta divorando le economie che usano moneta-debito.
Ma anche una possibilità di soluzione pratica, che i governi dovranno considerare ben oltre la Modern Money Theory.
Sta dilagando nel mondo un movimento spontaneo popolare di ribellione contro lo strapotere dei banchieri internazionali, la finanza tossica delle megatruffe, del ricatto a governi e parlamenti, della proibizione dei referendum popolari, dell’esposizione di governi filobancari, dell’indebitamento globale come metodo di dominazione, sfruttamento delle nazioni, costrizione a rinunciare alla sovranità nazionale. Il movimento nasce nel 2010 con la rivoluzione islandese contro i banchieri che, con le loro speculazioni, appoggiate dai politici, avevano portato l’isola dalla prosperità alla crisi finanziaria. Quella rivoluzione, pur non avendo recuperato la sovranità monetaria ha avuto un clamoroso successo economico. Nel corso del 2011 si sono attivati movimenti di massa in Grecia, Spagna (indignados), USA (Occupy Wall Street), Italia, Giappone.
Il dato più importante è che anche a livello popolare si diffonde la comprensione che esiste un radicale conflitto di interesse tra le classi sociali, e che questo conflitto è tra la società nel suo insieme (che produce e consuma beni e servizi, ricchezza reale) da una parte; e, dall’altra, poche centinaia di persone, appunto le grandi famiglie finanziarie le quali si sono impadronite del monopolio mondiale della moneta e del credito, e lo usano a scopi di sfruttamento e dominazione, comperando o ricattando gli organi governativi dei vari Paesi, accaparrandosi a costo zero redditi e assets prodotti dalla società, senza nulla produrre essi stessi, se non disastri economici e sociali, nonché precipitando intere nazioni o classi sociali nella schiavitù del debito e della precarietà, fino a istigare guerre dopo guerre.
Per far ciò compiono sistematicamente gigantesche operazioni fi-nalizzate al rialzo o al ribasso dei corsi di valute, di titoli pubblici, di azioni e obbligazioni e altri valori finanziari. E sfruttano illecitamente conoscenze riservate. Commettono quindi in modo sistematico, anche attraverso le famigerate agenzie di rating (da loro pilotate) reati di aggiotaggio e di rialzo o ribasso fraudolento, rispettivamente puniti dal Codice Civile e dal Codice Penale.
La ricetta neoliberista e neomonetarista prometteva di produrre mercati liberi, trasparenti, equilibrati, capaci di prevenire o neutralizzare le crisi, capaci di ottimale allocazione delle risorse, stabile crescita economica globale e pace garantita dall’interdipendenza delle economie. La gente ora si guarda intorno, si guarda in tasca, si guarda in busta paga e vede che quella ricetta ha prodotto esattamente il contrario. Sente che perde costantemente benessere e, insieme, sicurezza e prospettiva. Ovvio che la gente incominci a svegliarsi, a mangiare la foglia, a interessarsi delle cose di cui parlano libri come questo. Cose cui prima non si interessava, perché stava materialmente abbastanza bene e mentalmente era abbastanza tranquilla. Pensava a guadagnare, a divertirsi, a fare progetti. Ma ora intere nazioni stanno cadendo in condizioni di vita strutturalmente tormentose, infernali, insopportabili. E, prima di soccombere, alcune di esse sembrano capaci di un sussulto, di una ribellione organizzata.
Non c’è risanamento senza rilancio di produzione e consumi, cioè del pil, quindi bisogna sostenere l’economia e i bilanci pubblici con interventi di banca centrale come prestatore di ultima istanza sia delle banche che degli stati.
La possibilità che le ribellioni sociali, estendendosi e rafforzandosi, portino a risultati politici (caduta del governo commissariale) e riforme efficaci, è dubbia finché mancherà una forza politica o sindacale antisistema organizzata e finché la gente reagisce in modo individualistico; tale possibilità però dipende anche dalla comprensione di alcuni precisi fattori fondamentali, di cui questo libro si occupa:
– il fatto che moneta e credito sono oggetto di un monopolio mondiale privato irresponsabile, e le sue implicazioni;
– la natura della moneta, anzi le varie nature della moneta e le loro diverse conseguenze per l’economia, la società, la politica;
– la moneta debito-credito in uso oggi, i suoi effetti indebitanti, le alternative ad essa;
– l’inevitabilità ed espansività degli effetti distruttivi sull’economia da parte dei mercati finanziari basati sulla moneta-debito.
Insieme all’ignoranza e alla inconsapevolezza, lo strumento più efficiente di dominazione e sfruttamento – che oggi è la speculazione finanziaria, il signoraggio monetario – si afferma e regola gli altri strumenti – quelli politici, legislativi, esecutivi, giudiziari, sociali, senza che questi lo possano disciplinare. Le rivoluzioni iniziano come popolari, e finiscono in un corporate takeover.
La catena alimentare mondiale è data dalla potenza monetaria dei vari soggetti:
– le banche italiane, che pagano il denaro l’1 o 2% l’anno con rimborso a 36 mesi, si mangiano le aziende, i beni, i risparmi dei cittadini e degli imprenditori italiani che pagano loro il denaro all’8% o più, sempreché le banche glielo diano;
– il sistema-Germania che paga il denaro zero o quasi si mangia il (reddito del) sistema-Italia che lo paga il 5, 6, 7%, e finanzia il pagamento con tasse che fanno chiudere le imprese italiane, facendo così un favore ai concorrenti stranieri;
– il sistema-USA, o meglio il sistema delle banche private proprietarie della FED, si mangia gli assets e il reddito tutti i Paesi indebitati perché produce per se stesso denaro a costo zero senza termini di rimborso, e con esso compera aziende, immobili, titoli del debito pubblico, banche.
Testo tratto da "€uroschiavi - Dalla Truffa alla Tragedia", di Marco Della Luna Antonio Miclavez, Arianna Editrice, 2012



















